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Smart Plastics 2026: un progetto complesso, tra innovazione e collaborazione 

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Il 6 e 7 maggio Meccanostampi ha partecipato a Smart Plastics 2026, appuntamento dedicato al mondo dei tecnopolimeri e alle trasformazioni che stanno attraversando il settore dello stampaggio tecnico

È stato un momento di confronto su temi oggi centrali per l’industria: innovazione, sostenibilità, circolarità, affidabilità dei processi e capacità di gestire scenari produttivi sempre più complessi. In un mercato che richiede soluzioni performanti, tempi certi e processi controllati, il valore non si misura soltanto nella tecnologia disponibile, ma nel modo in cui competenze diverse riescono a integrarsi lungo tutta la filiera. 

Un confronto sul futuro dello stampaggio tecnico 

All’interno di questo contesto, Meccanostampi ha portato un’esperienza concreta maturata sul campo: uno speech condotto da Roberto Menichetti insieme a EWIKON, partner tecnologico specializzato in sistemi a canale caldo, dedicato allo sviluppo di un componente automotive bi-materiale realizzato in collaborazione con il cliente Cebi Italy

Un caso studio che ha permesso di raccontare, attraverso un progetto reale, cosa significa trasformare una criticità tecnica in un processo produttivo stabile, ripetibile e industrialmente sostenibile. 

Quando la complessità richiede metodo 

Il progetto presentato a Smart Plastics riguardava un componente bi-materiale destinato al settore automotive, realizzato con POM e TPE per un’applicazione funzionale legata alla serratura dello sportello carburante di un’auto. 

Le criticità erano numerose e strettamente connesse tra loro: compatibilità chimica tra materiali, precisione delle parti funzionali, qualità superficiale, posizionamento del punto di iniezione e necessità di garantire la finitura superficiale richiesta in seguito alla fase di estrazione del componente dallo stampo. 

In condizioni ordinarie, un componente di questo tipo viene spesso affrontato con stampi a 2, 4 o 8 impronte. In questo caso, invece, la sfida era costruire uno stampo a 16+16 cavità, capace di sostenere una capacità produttiva di circa 7 milioni di pezzi all’anno. 

Un salto tecnico importante, che non poteva essere gestito come una semplice estensione dimensionale dello stampo. Aumentare il numero di cavità significa moltiplicare le variabili: bilanciamento dell’iniezione, stabilità termica, ripetibilità tra impronte, precisione dei movimenti, controllo delle tolleranze e continuità qualitativa nel tempo. 

È in progetti come questo che emerge con chiarezza un principio centrale: la complessità non si risolve alla fine del percorso, ma va governata fin dall’inizio

La collaborazione come parte del processo 

Lo speech di Roberto ha messo al centro un aspetto decisivo: la collaborazione tra cliente, costruttore dello stampo e partner tecnologico. 

Il ruolo di Meccanostampi, in collaborazione con il cliente, si è concentrato sull’industrializzazione del componente, si è occupata della progettazione e costruzione dello stampo e dell’ottimizzazione del processo. EWIKON ha studiato la parte di iniezione, in particolare per quanto riguarda il sistema a canale caldo, le analisi reologiche e le soluzioni necessarie a controllare e garantire stabilità e affidabilità di processo nel tempo

In un progetto di questo tipo, nessuna competenza può procedere in modo isolato. La geometria del pezzo influenza il comportamento del materiale. Il sistema di iniezione condiziona la qualità del componente. Lo stampo deve dialogare con la pressa, con l’automazione e con i sistemi di controllo. Il cliente finale porta requisiti funzionali e produttivi che devono essere tradotti in una soluzione industriale concreta. 

Questa logica è la stessa che guida l’approccio Meccanostampi allo sviluppo prodotto: progettazione e processo crescono insieme, attraverso un lavoro condiviso che permette di intervenire sulle criticità prima che diventino vincoli difficili da correggere. Abbiamo approfondito questo tema nell’articolo dedicato allo sviluppo prodotto in Meccanostampi. 

Dal componente al sistema produttivo 

Uno degli elementi più significativi del caso studio è il passaggio dalla progettazione del componente alla costruzione di un vero sistema produttivo. 

Realizzare uno stampo rotante a 16+16 cavità non significava soltanto aumentare la produttività. Significava progettare un equilibrio stabile tra materiali, geometrie, iniezione, movimentazione e controllo. 

La gestione del POM, materiale termosensibile, e del TPE, iniettato in volumi molto ridotti, ha richiesto un’analisi precisa dei parametri di processo. Il bilanciamento delle cavità, il controllo della temperatura e la prevenzione di possibili difetti dovevano essere considerati come parti strutturali del progetto. 

A questo si è aggiunta l’integrazione di un sistema di controllo qualità in linea, pensato per verificare al 100% alcune caratteristiche critiche del gommino. Una scelta coerente con i volumi produttivi e con il livello di affidabilità richiesto dal settore automotive. 

In questo caso, il controllo non è stato concepito come una verifica a posteriori, ma come una componente del processo. Un presidio continuo, capace di individuare eventuali anomalie, discriminare le impronte e contribuire alla stabilità complessiva della produzione. 

I temi al centro di Smart Plastics 2026: innovazione, dati e affidabilità 

Tra i temi emersi durante Smart Plastics 2026, l’innovazione ha avuto un ruolo centrale. Ma il caso presentato da Meccanostampi ed EWIKON mostra un’idea di innovazione molto concreta. 

Innovare non significa necessariamente introdurre una tecnologia in modo isolato. Significa costruire un sistema più intelligente, capace di raccogliere dati, leggere il comportamento del processo e trasformare queste informazioni in decisioni operative

Nel progetto raccontato all’evento, questo approccio si è tradotto nell’utilizzo di analisi reologiche, sensori, sistemi di termoregolazione e dispositivi di controllo progettati per prevenire criticità e garantire continuità produttiva. 

È una visione vicina anche al percorso di digitalizzazione e pianificazione che Meccanostampi sta portando avanti nei propri processi produttivi. Governare la complessità richiede dati affidabili, capacità di previsione e strumenti in grado di collegare le decisioni tecniche alle esigenze industriali. 

La tecnologia, quindi, diventa valore quando è inserita in un metodo. Quando permette di ridurre l’incertezza, migliorare la ripetibilità, rendere più rapide le decisioni e costruire processi più solidi. 

Un ecosistema di competenze 

Il progetto presentato a Smart Plastics 2026 conferma un aspetto sempre più evidente nello sviluppo di componenti tecnici: la qualità finale non dipende da una singola fase, ma dall’integrazione tra tutte le competenze coinvolte. 

Co-engineering, costruzione stampo, sistemi di iniezione, simulazione, validazione, automazione e controllo qualità devono procedere in modo coordinato. Solo così è possibile trasformare un’esigenza complessa in una produzione affidabile, soprattutto quando i volumi sono elevati e il margine di errore deve essere ridotto al minimo. 

La collaborazione con EWIKON ha rappresentato, in questo percorso, un elemento fondamentale per affrontare le sfide legate all’iniezione e alla stabilità del processo. Non una semplice fornitura tecnologica, ma un contributo specialistico integrato nello sviluppo complessivo della soluzione. 

In questo senso, il caso studio non racconta soltanto uno stampo complesso. Racconta un modo di lavorare. 

Un metodo in cui il cliente porta l’esigenza e le sue competenze sul prodotto, Meccanostampi le traduce in uno stampo performante ed processo affidabile e il partner tecnologico contribuisce con competenze mirate su aspetti critici del sistema. 

Da Smart Plastics 2026 al lavoro quotidiano 

La partecipazione a Smart Plastics 2026 è stata un’occasione per osservare da vicino le direzioni che stanno trasformando il settore: automazione, digitalizzazione, sostenibilità, circolarità, controllo dei processi e sviluppo di materiali e applicazioni sempre più evolute. 

Ma è stata anche un’occasione per riportare questi temi alla loro dimensione più concreta: il lavoro quotidiano sul prodotto, sullo stampo e sul processo. 

Per Meccanostampi, raccontare questo progetto in fiera ha significato condividere un’esperienza che rappresenta bene il proprio approccio: non limitarsi a costruire uno stampo, ma accompagnare il cliente nello sviluppo di una soluzione produttiva completa. 

Perché oggi la vera innovazione non nasce solo dalla tecnologia. Nasce dalla capacità di collegare competenze diverse, anticipare le criticità e costruire processi capaci di durare nel tempo. 

È in questo spazio, tra progettazione e produzione, tra dato e materia, tra esperienza e metodo, che la complessità tecnica può diventare valore industriale concreto. 

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